Abbiamo la demografia per il passaggio generazionale?

Abbiamo la demografia per il passaggio generazionale?

Giovedi scorso FxE è stata ospite di Inglesina a Vicenza per approfondire il tema del passaggio generazionale in azienda.
Tra i vari aspetti emersi dalle ore di confronto e lavoro, particolarmente interessante e’ stata l’idea di pensare al passaggio generazionale non necessariamente come ad un passaggio di consegne all’interno del nucleo familiare.
Ben venga, dunque, l’apertura ad un management esterno, purchè supportata da risorse adequate. Tuttavia, uno dei problemi più ricorrenti nelle imprese che cercano figure manageriali da inserire in azienda è appunto la mancanza di profili adeguati. La demografia, in questo senso, ci gioca contro. Infatti:

– Solo il 20% della popolazione nella fascia d’età 25-34 anni è in possesso di una laurea;
– Negli ultimi 13 anni, secondo un recente rapporto di Fondazione Migrantes, 2 milioni di Italiani hanno deciso di trasferirsi all’estero;
– Di questi, una parte rilevante ha un livello di istruzione medio alta. Proprio le figure che spesso le imprese non riescono a trovare.

In un paese con una demografia negativa come l’Italia, la perdita di migliaia di laureati all’anno rappresenta una criticità di prim’ordine. Ma come fare per invertire questo trend? Di soluzioni pronte all’uso non sembrano essercene, ma qualche spunto si può trovare. Ad esempio:

– Le assunzioni mancano perchè le imprese non crescono. Servirebbe un programma industriale volto ad incentivare la crescita delle PMI e quindi la loro capacità di creare lavoro;
– Se il lavoro non si trova, allora si crea. Purtroppo in Italia si creano poche nuove imprese. È possibile pensare ad uno schema di incentivi a supporto della creazione di nuove aziende da parte dei più giovani?
– La scelta dei percorsi formativi è spesso slegata dai bisogni delle aziende. Anche se poco popolare, andrebbero messi a punto incentivi e disincentivi economici per valorizzare percorsi di laurea maggiormente funzionali alle imprese.