Il caso Grom e il futuro del retail del Made in Italy

Il caso Grom e il futuro del retail del Made in Italy

Uno degli avvenimenti maggiormente trattati dai media nell’ultima settimana è stato il ridimensionamento dei punti vendita della catena di gelaterie Grom.
Fondata a Torino nel 2003 da Federico Grom e Guido Martinetti, Grom è divenuta famosa nell’ultima decade per aver introdotto un nuovo concept nell’industria del gelato: un sistema di retail articolato in punti vendita ubicati in aree centrali e orientato ad offrire un prodotto di media-alta qualità (“il gelato come una volta”).
Il successo del progetto è stato in seguitocertificato nel 2005 con l’acquisto di Grom da parte della mutinazionale Unilever e con la conseguente espansione del network di punti vendita fino a 67 negozi. Quale avvenimento dunque ha allertato i media nelle scorse settimane?
  • Grom e Unilever hanno deciso di chiudere 7 punti vendita, puntando allo stesso tempi nel rafforzamento del brand nella grande distribuzione organizzata (GDO)
  • La mossa di Grom e’ stata ricevuta con un certo pessimismo in Italia, sia da parte di coloro i quali hanno sempre dubitato nella bontà del progetto Grom sia da parte di chi vede con preoccupazione la progressiva rarefazione delle gelaterie a discapito del rafforzamento della GDO
Tuttavia, a nostro parere, la decisione strategica di Grom è ben più articolata di quanto una superficiale lettura mediatica sembri suggerire. In particolare:
  • Grom continua ad investire nell’ambizioso progetto di unire qualità a scala (volumi). Sebbene il gelato di Grom non sia in assoluto il gelato più buono nel mercato, rappresenta un compromesso di successo nella propria capacità di intersecare un prodotto di media-alta qualità ad una distribuzione su scala (domestica e globale)
  • Il disegno strategico di Grom, supportato e implementato attraverso le risorse finanziarie e manageriali di Unilever, ci ricorda quanto sia importante per il Made in Italy entrare in circuiti distributivi globali dove competenze e capitali rappresentano due fattori di primaria importanza
  • Anzichè affrontare l’aggiustamento strategico di Grom con diffidenza e sospetto, dovremmo semmai interrogarci sul perchè cosi’ poche eccellenze italiane nell’agroalimentare riescono a coniugare qualità e crescita dei volumi produttivi. L’esperienza della moda, in questo ambito, può rappresentare un benchmark di grande interesse
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