Il Coronavirus e l’effetto ‘cigno nero’

Il Coronavirus e l’effetto ‘cigno nero’

La diffusione del Coronavirus è senza dubbio la notizia che sta dominando la scena mediatica domestica e internazionale in queste ultime settimane. Oltre alla crisi sanitaria e alle ripercussioni sociali e politiche scaturite da questa imprevista emergenza, sarà interessante osservare l’impatto economico del Coronavirus sulla scena mondiale.
Come può essere catalogato in termini economici un avvenimento come quello diffusosi nei giorni scorsi a partire dalla città di Wuhan?
Tecnicamente siamo di fronte a un ‘cigno nero’, un concetto coniato dal finanziere libanese Nassim Taleb nel 2007.
Che cos’è dunque un ‘cigno nero’?
  • È un avvenimento altamente improbabile e difficile da pronosticare. Pensiamo ad esempio al crollo delle Torri Gemelle nel Settembre del 2001 o alla rottura di parte dell’oleodotto di BP nel Golfo del Messico qualche anno fa;
  • È un evento che comporta ingenti conseguenze economiche e presenta un’elevata contagiosità globale. In questo senso, possiamo pensare alla diffusione intercontinentale della crisis dei mutui sublime americani nel Settembre del 2008;
  • Si tratta, infine, di un fenomeno relativamente facile da leggere a posteriori e proprio per questo pericolosamente sottovalutato in termine di accorgimenti volti ad impedirne future manifestazioni.
Guardando al recente ‘cigno nero’, quale impatto economico possiamo attenderci e quali possono essere le conseguenze per l’economia Italiana?
  • Si stima che la diffusione del Coronavirus possa ridurre la crescita del PIL cinese per il 2020 di ben 2 punti percentuali;
  • Se confermata, tale decrescita avrà un impatto particolarmente severo sull’economia della Germania, principale paese esportatore nel mercato cinese. Il rallentamento dell’economia tedesca nel 2019 e’ stato infatti in buona parte causato dalla contrazione delle crescita cinese, specialmente nel comparto automotive;
  • L’Italia, dal suo canto, verrebbe direttamente coinvolta in questa spirale a causa dell’importante interscambio commerciale con la Germania. È infatti bene ricordare che un numero importante di subfornitori italiani operano in catene globali del valore che sono spesso governate da imprese tedesche.
Tags: