Innovazione incrementale: Bialetti docet

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Innovazione incrementale: Bialetti docet

La storia del successo e del declino di Bialetti, il celebre produttore della moka italiana, ci offre un’interessante lezione sull’importanza del ciclo di vita dei prodotti e sulla necessità di perseguire un modello di innovazione incrementale e continuativo.

Inventore di un prodotto cult nella cultura italiana, Bialetti sembra oggi soffrire il cambiamento radicale che ha stravolto l’industria del caffè negli ultimi anni.

La moka è infatti progressivamente sostituita dalla macchine a cialda e anche le principali torrefazioni italiane (Illy, Lavazza, Pellini) si sono adattate alla produzione di capsule usa e getta. È significativo osservare come l’introduzione di un nuovo paradigma di consumo non sia arrivato nè da Bialetti nè tanto meno da una delle torrefazioni storiche italiane.

Da un lato, questo episodio ci racconta come diventare leader in un mercato possa condurre le imprese verso una condizione di ‘miopia cognitiva’ (cognitive myopia) che rischia di far perdere di vista i nuovi bisogni dei consumatori o gli avanzamenti in campo tecnologico; dall’altro, ci ricorda come nessun prodotto è eterno e segue quasi per definizione un inevitabile ciclo di vita.

Abbracciare un modello di innovazione incrementale e continuativo è un’opzione strategica irrinunciabile per le imprese del Made in Italy che fanno della qualità dei propri manufatti la principale fonte di vantaggio competitivo.

Raggiungere posizioni di leadership di prodotto o processo dovrebbe rappresentare la naturale base di partenza per la creazione di futuro vantaggio competitivo, come ad esempio la raccolta input da consumatori, fornitori e stakeholder in generale funzionali all’aggiornamento della propria offerta caratteristica.