Karl Lagerfeld e la capacità Italiana di attrarre geni creativi dal mondo

Karl Lagerfeld e la capacità Italiana di attrarre geni creativi dal mondo

E’ mancato nei giorni scorsi Karl Lagerfeld, icona della moda mondiale e direttore creativo di Fendi dal 1972.

La scomparsa di Lagerfeld, ampiamente trattata dai media nazionali e internazionali, ci lascia in eredità una preziosa lezione sulla capacità del nostro paese di attrarre le migliori menti creative dal mondo.

Mentre l’afflusso di investimenti diretti dall’estero continua a faticare (si veda la pillola di settimana scorsa), l’attrazione di designer, creativi e trendsetter internazionali rimane uno degli asset più importanti dell’ industria italiana.

Il design Italiano è infatti spesso il risultato del confronto tra imprese di brand italiane e creativi stranieri.

Oltre al settore moda, nel quale i grandi brand italiani collaborano da tempo con artisti e designer internazionali, possiamo trovare numerosi esempi di ‘design globale made in Italy‘ nell’ambito dell’arredamento di design.

Patricia Urquiola, ad esempio, è l’art director di Cassina, mentre la star del design mondiale Philippe Stark ha firmato alcune collezioni per la veneziana Magis.

Rimanendo nel settore del design, il salone del mobile ci offre ogni primavera attraverso il ‘Fuori Salone’ una viva testimonianza della capacità italiana di attrarre designer e creativi da tutto il mondo.

A differenza degli investimenti, l’attrazione di idee dal mondo è un elemento di difficile quantificazione e misurazione. E proprio per questo non viene spesso correttamente compreso.

Karl Lagerfeld e Fendi hanno dato inizio negli anni ’70 ad un trend che oggi coinvolge numerose imprese italiane, in diversi settori e di diverse dimensioni.

Sono queste le imprese eccellenti italiane che si fanno carico ogni giorno di collegare il nostro tessuto industriale al mondo, facilitando lo scambio di idee e il continuo sviluppo di soluzioni innovative.

Lagerfeld ci lascia in eredità un prezioso insegnamento ma anche un’ importante responsabilità: la competitività delle imprese italiane necessita di continui scambi di idee e di solide interdipendenze con un’ampia platea di interlocutori, dove l’eterogeneità di pensiero e culturale rappresenta un elemento chiave nello sviluppo di manufatti originali e innovativi.

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