Mancata fusione Alstom-Siemens: brutta notizia per l’Europa

Mancata fusione Alstom-Siemens: brutta notizia per l’Europa

La Commissione Europea ha bocciato nei giorni scorsi la fusione tra Alstom (Francia) e Siemens (Germania), due tra i principali player mondiali nella produzione di treni.

La ragione dello stop alla fusione, secondo l’Antitrust Europea, è legata al rischio di comportamenti monopolistici da parte del nuovo conglomerato, tra cui l’aumento dei prezzi. Ma è questa una buona notizia per i cittadini europei? Probabilmente no. Almeno nel medio e lungo periodo.

La volontà di Alstom e Siemens di fondersi deriva principalmente dalla necessità di far fronte ad ingenti investimenti in R&S, particolarmente nel comparto dei treni ad alta velocità.

Cosí come già nel settore dell’automotive, il numero crescente di M&A ci offre un’indicazione della crescente complessità legata allo sviluppo di innovazione in settori maturi (le auto elettriche nell’automotive e l’alta velocità nei treni).

Con la mancata fusione dei due principali player europei, una parte importante dell’innovazione nell’ambito degli high-speed train, sarà verosimilmente guidata da CRCC, colosso cinese da 80 miliardi di euro di fatturato annuo.

Oltre all’ambizioso piano di trainare l’innovazione futura nell’intelligenza artificiale, la Cina si assicura in questo modo un ruolo di primaria importanza nell’innovazione in un settore strategico per la competitività di imprese e intere regioni industriali.

L’Europa, in questo modo, corre il rischio di rimanere a metà del guado, alimentando così il crescente duopolio nell’innovazione tecnologica a favore di Stati Uniti e Cina.