Quanto costa il low cost?

Quanto costa il low cost?

Uno dei business model più interessanti emerso negli ultimi anni è senza dubbio quello delle cosiddette imprese low-cost. Da Ryanair a H&M e da IKEA a Zara, diversi segmenti industriali sono stati rivoluzionati dall’ascesa di competitor particolarmente agguerriti sul fronte dei prezzi. Oggi, ad esempio, si può volare da Malpensa a Dublino per 15 euro, mentre il prezzo medio di un Frecciarossa da Milano a Venezia è di 30 euro.

Cosa c’è dietro il successo dei nuovi campioni del low cost?

  • Certamente modelli di business estremamente efficienti che si basano sull’ottimizzazione dei processi produttivi e della supply chain;
  • Il dislocamento di funzioni produttive in Paesi a basso costo della manodopera. Nel caso di Ryanair, va notato ad esempio, come buona parte del personale di volo provenga da Paesi con tassi di disoccupazione mediamente alti;
  • Contributi e sussidi provenienti da governi nazionali e locali volti a favorire lo sviluppo economico di territori turistici e produttivi.

Insistendo su modelli di cost leadership anziché di differenziazione dei prodotti, le strategie dei campioni low cost difficilmente si adattano a quelle delle imprese medie del Made in Italy.

Ignorare il loro funzionamento potrebbe tuttavia essere pericoloso nel medio-lungo periodo.

Mercatone Uno lo ha imparato sulla propria pelle.

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