Quanto distante è la Cina?

Quanto distante è la Cina?

Parlare di Cina dopo la visita del Presidente cinese Xi Jining in Italia di settimana scorsa è un esercizio doveroso per chi come Fabbrica per l’Eccellenza ha a cuore la competitività delle imprese italiane.

Essere banali tuttavia è un rischio molto alto, soprattutto dopo aver letto fiumi di inchiostro nei media di casa nostra nei giorni scorsi. Per questo, il focus del nostro centro studi non è orientato ad offrire giudizi di valore circa il memorandum firmato a Roma tra Italia e Cina quanto invece a fornire alcune evidenze sull’esistente rapporto economico tra i due paesi in questione.

Secondo dati della World Bank, nel 2017 l’Italia ha venduto prodotti e servizi in Cina per circa 15 miliardi di dollari, circa 1/4 di quanto esportiamo in Germania (nostro primo partner commerciale) ed esattamente 1/3 di quanto vendiamo negli Stati Uniti (primo partner commerciale al di fuori dell’Unione Europea).

L’Italia, sempre nello stesso anno, ha importato dalla Cina prodotti e servizi per 32 miliardi di dollari. Ne consegue che la bilancia commerciale italiana nei confronti della Cina è negativa per circa 17 miliardi di dollari. In buona sostanza vendiamo in valore la metà di quanto esportiamo.
La Cina, allo stesso tempo, ha assorbito prodotti e servizi dalla Germania per un valore di 97 miliardi di dollari; mentre ha importato valore dalla Francia per 21 miliardi di dollari. Il gap esistente nei confronti di Francia e soprattutto Germania esiste da diversi anni e può essere spiegato da alcuni fattori, tra cui l’esistenza di consolidati accordi commerciali tra Germania e Cina, il supporto di infrastrutture logistiche (da Duisburg partono ogni giorno treni merci diretti in Cina), e la dimensione delle imprese tedesche che consente loro di investire nel mercato Cinese.

La Francia, dal suo canto, può contare sulla vendita di prodotti di alto valore come i 300 Airbus acquistati dalla Cina nei mesi scorsi e sul ruolo di apripista giocato da alcuni importanti player distributivi come Carrefour.

Che cosa compra oggi la Cina dall’Italia?

Principalmente macchinari (30% delle importazioni), ma anche veicoli (13%), tecnologia medicale (4.5%) e prodotti farmaceutici (4%). Inoltre, l’Italia vende alla Cina un servizio di prossimità di grande importanza come il turismo.

Nel 2016 sono stati 1.5 milioni i turisti cinesi che hanno visitato l’Italia, a fronte di un flusso turistico cinese in Europa pari a 12 milioni. Complessivamente, sono stati 129 milioni i turisti cinesi che hanno viaggiato al di fuori dei confini nazionali nel 2016.
Numeri incoraggianti ma che senza dubbio presentano ampi margini di crescita.

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