Start Up in Italia: Siamo pronti per un cambio di passo?

Start Up in Italia: Siamo pronti per un cambio di passo?

L’attuale esecutivo ha ricevuto nei mesi scorsi svariate critiche da imprenditori e società civile per un apparente superficiale interesse alle tematiche vicine al mondo delle aziende.

Nelle settimane scorse, tuttavia, abbiamo assistito all’annuncio di un piano di investimenti particolarmente ambizioso a supporto delle start up italiane e del sistema economico del paese in generale. Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio, il piano consisterebbe nella creazione di un fondo di investimento pubblico con in dotazione una capacità di spesa di circa 1 miliardo di euro.

L’ambizioso piano del governo segue per alcuni versi il percorso iniziato qualche anno fa dalla Francia attraverso la creazione di un ecosistema tecnologico alle porte di Parigi e, soprattutto, punta a rafforzare il settore del venture capital in Italia. Ad oggi, infatti, l’Italia rappresenta uno dei paesi sviluppati con minor investimenti da parte di fondi di venture capital (96 milioni di dollari nel 2016), circa 1/10 di quanto investito in Germania e 1/4 degli investimenti indirizzati a nuove imprese in Spagna.

Letto in questo senso, il tentativo dell’esecutivo sembra dunque meritevole di interesse e appare coerente rispetto ad un limite strutturale che fa da freno allo sviluppo di attività innovative.

Allo stesso tempo, tuttavia, i limitati investimenti da parte di venture capital in Italia possono essere letti come il segnale della mancanza di attività meritevoli di investimenti.

Come a dire, se non ci sono start up promettenti come possiamo aspettarci che i fondi di venture capital investano nel nostro paese?

È questo un dilemma di non facile risoluzione che ci fa riflettere su un problema ben più ampio rispetto agli investimenti di venture capital: l’assenza di un ecosistema imprenditoriale capace di competere con i grandi ecosistemi mondiali.

Eccezion fatta per Milano, che in ogni caso non compare nella top 20 delle destinazioni preferite da fondi di venture capital mondiali, il nostro paese sembra ancora sprovvisto delle infrastrutture, competenze e asset necessari a sostenere un nuovo modello di imprenditorialità.

Interrogarsi sul come si sono formati e come si alimentano gli ecosistemi imprenditoriali di San Francisco e Boston in USA ma anche di Barcellona e Tel Aviv nel Mediterraneo dovrebbe essere il punto di partenza per qualsiasi politica industriale indirizzata a supporto della creazione di nuove imprese innovative.

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