WEF | World Economic Forum 2019 Che cosa abbiamo imparato?

WEF | World Economic Forum 2019 Che cosa abbiamo imparato?

A metà gennaio si è tenuta a Davos, Svizzera, la 48^ edizione del World Economic Forum, organizzato ogni anno con l’obiettivo di riunire i principali operatori business mondiali per fare il punto sui principali trend socio-economici della società contemporanea. Quest’anno hanno fatto particolare clamore le dichiarazioni di George Soros e, in particolar modo, quelle indirizzate al presidente cinese Xi Jinping, accusato di rappresentare una serie minaccia alla libertà e alla democrazia del Paese più popoloso al mondo.

In parallelo, ci sono sembrate molto interessanti le considerazioni di Soros sui principali attori del settore tech mondiale, come Google e Facebook.

Secondo Soros, le grandi piattaforme del web si sono trasformate negli ultimi anni da innovatori a ostacoli all’innovazione, principalmente a causa del comportamento monopolistico con cui operano nei rispettivi ambiti di mercato.

L’aspetto più controverso e provocatorio del pensiero di Soros è tuttavia dedicato alla sostenibilità nel tempo di questi player.

Secondo il magnate americano, infatti, le stringenti politiche di tassazione e regolamentazione disegnate dalla Commissione Europea finiranno per determinare la caduta di questi giganti. Almeno in Europa.
Tale scenario, seppur di difficile immaginazione per chi come noi fa ancora ampio uso di Facebook e Google, potrebbe aprire nuove spazi di mercato a operatori europei.

In questo senso, ciò che sta accadendo in Cina può in un certo senso anticipare un possibile scenario europeo: il divieto all’utilizzo di Facebook, Google e Whatsapp ha favorito la nascita e diffusione di campione del tech nazionale, come WeChat.

Gli investimenti francesi a supporto della creazione di un’ecosistema digitale alle porte di Parigi ci confermano che qualcuno in Europa ha già iniziato a muoversi.